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LA LEZIONE DEL CROLLO DEL PETROLIO

>>Di Luca Lippi>

 

La quotazione dell’oro nero non è affatto negativa e nessun fornitore è disposto a pagare purché venga ritirato petrolio stoccato. Si è verificato il crollo, previsto, della quotazione del petrolio (mentre si scrive e a 16 Dollari il barile), ma quello che è andato in negativo è il ‘Futures sul petrolio’ che è un contratto a termine standardizzato per la negoziazione in Borsa.

In realtà cosa sta accadendo? È molto semplice: visti gli accadimenti, il produttore stabilisce un prezzo (-38 Dollari) per sottoscrivere un contratto vincolante all’acquisto di una certa quantità di barili a un prezzo prefissato per un periodo di tempo non trattabile. E’ il medesimo procedimento usato dai produttori di birra che finanziano il compratore in liquidità pronta a patto che si sottoscriva un contratto vincolante di fornitura da pagare alle varie consegne durante tutta la durata contrattuale a un prezzo stabilito e accettato dalle parti.

Perché la quotazione dell’oro nero è in caduta? I motivi sono tre: la crisi sanitaria, che ha causato il blocco dei voli aerei, del traffico di auto private, viaggi di navi …; Il secondo motivo è la scadenza del mandato dell’Opec riguardo il taglio della produzione; Il terzo motivo è la guerra che Emirati Arabi e Arabia Saudita stanno facendo contro la Russia e contro l’Opec, una guerra di prezzi ovviamente.

Al netto di tutto questo, essendo una materia prima, il petrolio non potrà mai avere una quotazione negativa. La peggiore delle ipotesi è quella del raggiungimento di un livello critico, tecnicamente individuato come ‘supporto’, che si attesterebbe intorno ai 10 Dollari.  Questo livello intaccherebbe sensibilmente i costi di produzione e, in questo caso, molte aziende produttive fallirebbero con conseguenze economiche ed occupazionali assai critiche.

Interessante, però, è osservare un altro fenomeno legato agli eventi del crollo del petrolio. Sappiamo che tutti i mercati sono interconnessi, quindi il crollo del 120% di una materia prima importantissima come il petrolio ha trascinato al ribasso anche le quotazioni di altri mercati, tranne quello delle cripto valute che è l’unico a contenere il contraccolpo.

Le cripto valute, nascono dal nulla, e non sono intermediate. Significa che non sono sottoposte al controllo di banche e di governi, in sostanza assolvono la loro funzione che è quella di sottostare allo scambio di merci e servizi. In sostanza possiamo rubricare il loro impiego in una sorta di impiego ‘democratico’ di una forma di ricchezza preposta a gestire il welfare sulle reali necessità e bisogni. 

Le monete ufficiali, invece, nascono dalle banche centrali e si rendono disponibili prima di tutto alle banche commerciali, oltre che i governi, per bisogni anche diversi da quello della regolazione naturale degli scambi. Questo passaggio, obbligato ma strettamente controllato, pone la moneta ufficiale al rischio di dispersione in rivoli non regolamentabili, come spregiudicate manipolazioni vessatorie a vantaggio di logiche politiche non sempre specchiate. 

Ricordiamo che la Moneta assolve tre funzioni: riserva di valore, unità di conto e mezzo di scambio. Limitando l’uso della moneta alle sue funzioni peculiari, la ricchezza circolante dovrebbe essere più che sufficiente per lunghi periodi, al netto di situazioni emergenziali come le guerre, le crisi finanziarie globali e le pandemie.

Le cripto valute sono evidentemente fuori dalla storia, tuttavia, se è vero che la Natura tende sempre a riconquistare i suoi spazi, anche l’uso naturale della moneta, cioè quello di puro strumento di scambio, nei momenti di disarmonizzazione dei mercati, rimarrebbe salda nella sua funzione e magari fungere anche da bene rifugio se legata a economie solide. A parte questa osservazione del tutto leziosa (oggi con un bitcoin si può comprare l’intero carico di una petroliera), nessuno sta pagando per far svuotare i depositi di stoccaggio del petrolio.