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L’Italia non ha più nemmeno la simpatia (da vendere)

> Di Luca Lippi >> 

 

“Nessuno tornerà con una borsa piena di soldi”. Il riferimento era alla riunione del Consiglio Europeo della settimana scorsa e l’affermazione è del corrispondente in Italia del Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tobias Piller. Inutili i giudizi poco eleganti sul collega tedesco, ha solamente detto la verità. 

 

Allo stato dell’arte, solamente una proposta è accettabile e veloce rispetto ad altre inevitabili, ma comunque troppo macchinose, da mettere in campo in tempi stretti. La proposta in questione sarebbe quella degli eurobond perpetui, avanzata dal governo spagnolo. E allora se la soluzione è sul tavolo, perché Piller è scettico? 

 

Il ragionamento del collega tedesco è frutto di una banale considerazione facilmente condivisibile. La Spagna è in grado di promuovere gli eurobond perpetui perché ha contezza di poterne sostenere l’onere. 

 

Ricordiamo che mentre l’Italia festeggiava un misero 0,1% di Pil sul trimestre (rif. primo trimestre 2019) la Spagna viaggiava a 0,7% (stesso trimestre), tradotto 2,4% di Pil sull’anno 2019, confermato! L’evidenza è che la Spagna in soli tre mesi cresce come l’Italia riesce a malapena in due anni. 

 

La proposta spagnola è assai ragionata, ma se l’Italia la mette in discussione con motivazioni al limite del ridicolo, non possiamo certo sorprenderci se Tobias Piller avanza delle perplessità. 

 

È accaduto che il vice ministro Castelli ha opposto una condizionalità: "Titoli di debito senza scadenza e zero interessi", che tradotto significa prendere i soldi, non pagare interessi e neanche restituire il capitale. Non è necessario il commento! 

 

Cos’è un bond perpetuo? È un’obbligazione che non ha scadenza, semestralmente o annualmente, e paga una cedola perpetua. Ovviamente, come tutti i bond perpetui, l’opzione di essere ricomprati per estinguere il debito è sempre presente. La cedola è necessaria per rendere appetibile il titolo all’investitore che deve avere una motivazione valida per prestare il suo risparmio privato. 

 

La cosa intelligente del bond perpetuo è che non prevede una data obbligata di rimborso, tuttavia, quando le condizioni saranno favorevoli, l’emittente potrà provvedere all’estinzione. I mercati sono consapevoli della serietà degli emittenti e della loro potenzialità di crescita, condizioni necessarie per sperare nel rimborso del bond, quindi anche un bond perpetuo può essere credibile e vendibile. La trattativa, l’unica possibile, sarà sul rendimento da offrire. Se l’Italia si presenta al tavolo con la proposta di un rendimento a zero, l’affermazione di Piller diventa sacrosanta verità. 

 

Purtroppo bisogna prendere atto che in Europa è rimasta solamente l’Italia il fanalino di coda in termini di crescita. Questo accade non per le scarse capacità imprenditoriali dei nostri capitani d’industria, ma per le politiche a colpi di sussidi che in concreto erodono costantemente le potenzialità produttive del nostro Paese, oltre gravarne il bilancio improduttivamente. 

 

La fotografia tristissima del nostro Paese si riassume in questi pochi dati assolutamente esplicativi: residenti 60 milioni; occupati 22,5 milioni. Secondo i dati Istat più recenti, diffusi il 15 gennaio 2020 e contenuti nel report “Condizioni di vita dei pensionati”, nel 2018 in Italia i pensionati erano 16 milioni. Con questi numeri come pensiamo di potere chiedere di essere sussidiati come fosse un diritto acquisito? 

 

Non possiamo sedere al tavolo delle trattative senza un obiettivo serio, con una fiscalità che punisce chi vuole fare impresa, con una generazione sdraiata sul sofà a percepire redditi non meritati, o peggio ancora a dilapidare i risparmi dei loro vecchi. Sussidi improduttivi e crescita non sono complementari. Sarà solo colpa delle nostre politiche passate e presenti se anche gli altri Paesi non potranno godere di strumenti per la ripresa come i bond perpetui. Piller ha solo detto questo. 

 

Saremo costretti, secondo Sommella di MF, ad accettare il Mes altrimenti la Bce non comprerà più i nostri titoli di stato?